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17 giugno 2022

L'Islanda di Jón Kalman Stefánsson

"Le belle parole non hanno valore se non ci rendono persone migliori."

È questa la frase che più mi è rimasta impressa dopo aver finito di leggere "I pesci non hanno gambe" e "Grande come l'universo", i due volumi della straordinaria saga famigliare islandese di Jón Kalman Stefánsson.
Questa combinazione di parole mi è rimasta nel cuore, oltre che per la sua bellezza mozzafiato, perché quelli di Stefánsson sono due romanzi ricchi di frasi capaci di renderci migliori.
Affrontare questi romanzi è ritrovarsi di fronte alla potenza dei grandi classici della letteratura, trovare una bussola per orientarsi nella vita, viaggiare in un luogo sconosciuto e nuotare in un mare ricco di poesia. È vivere un'esperienza, più che leggere un libro.
Tanto fredda e inospitale è la terra d'Islanda, tanto caldi e rigogliosi sono questi romanzi. Tanto buio è questo angolo di mondo, tanta più la sua gente aspira alla luce. E alla fine i due libri diventano una corroborante bevanda per l'anima. Una bevanda che va assaporata lentamente, gustandone ogni sorso per non perdere nessuna sensazione.

14 marzo 2016

I libri di Arto Paasilinna


Se i Beatles fossero ancora tra noi dedicherebbero sicuramente una canzone al buon Arto Paasilinna. E la melodia sarebbe allegra e piena di brio, in stile "Yellow Submarine" o "Here comes the Sun". Perché i libri di Paasilinna sono belli come una giornata di sole e soavi come una foglia che danza con il vento.

Immaginate una banda di aspiranti suicidi in giro per la Finlandia alla ricerca del luogo giusto per "passare oltre".
Capitanati dal colonnello Kemppainen, frustrato da un’epoca troppo pacifica, gli indimenticabili personaggi si muovono in lungo e largo a bordo di un bus di lusso, tra avventure bizzarre, pittoreschi incontri e un folle nemico che li insegue per tutto il romanzo: la vita.
Poi, immaginate un giornalista impegnato in un lungo viaggio in compagnia del suo migliore amico: una deliziosa lepre. Anche in questo caso tra avventure, invenzioni picaresche e paradossali fughe.

Se questo non basta, provate a pensare a un reverendo con una moglie dispotica e un cucciolo d’orso ricevuto in dono per il compleanno che, nel suo annus horribilis, decide di mollare tutto e partire in compagnia del suo animaletto. Animaletto adeguatamente formato per gestire faccende domestiche e svolgere riti religiosi, e così educato da fare i suoi bisogni nel water.

Ecco, questo è Arto Paasilinna. E questi sono "Piccoli suicidi tra amici", "L’anno della lepre" e "Il miglior amico dell’orso".

Le storie di Paasilinna rallegrano, divertono e intrattengono, raccontando di quelle cose essenziali troppo spesso invisibili agli occhi. Parlano di natura, sostenibilità, relazioni umane, sentimenti e vita. Sono storie a lieto fine che hanno in comune qualcosa di molto importante: il percorso dell’uomo nel tentativo di riscoprire se stesso e il senso della felicità. Non a caso il luogo di nascita di questo scrittore è il paese del sole a mezzanotte!

Che dire poi della scrittura di un finlandese capace di trattare con garbo e ironia un argomento come il suicidio? È limpida e scorrevole, proprio come uno dei fiumi che i protagonisti sono costretti ad attraversare.

Ma i racconti di Paasilinna sono sì imperdibili capolavori di comicità, ma anche romanzi che lasciano il segno, facendoci riflettere sul nostro rapporto con la natura e la vita in generale. Sono storie di vita che racchiudono tra le loro righe un messaggio vero e importante.

D'altronde, non è forse vero che la verità si dice scherzando?