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01 marzo 2022

Così è la vita, così è la morte

Perdere un genitore, un figlio, un fratello, un amico. Reagire al dolore. Trovare il proprio modo personale per esorcizzarlo.Vivere il lutto come un’esperienza che è parte della vita. Non negare, quindi, l’esistenza della morte.

Sono questi, elencati alla rinfusa, i pensieri che si rincorrono in due libri che analizzano il lutto attraverso punti di vista che si completano tra loro.

"La grande festa" di Dacia Maraini e "Così è la vita" di Concita De Gregorio, già dal titolo, suggeriscono quello che le due autrici vogliono comunicare attraverso le loro pagine: la morte è parte naturale della vita stessa e va rispettata (e vissuta) come tale.

29 giugno 2016

Viaggio tra le anime baltiche di Jan Brokken

"Leggere è come viaggiare": un concetto così vero e meraviglioso da risultare banale per chi ama perdersi quotidianamente tra le pagine di un romanzo o saggio.
Aggiungiamoci però un dettaglio: leggere è un viaggio che oltrepassa i confini di una singola lettura, tanto che dopo un po' risulta difficile ricordarsi il punto di partenza e tutte le tappe.

Questo capita quando incontriamo un riferimento a un libro in un altro libro oppure quando un luogo, un momento storico o un personaggio meritano ulteriori approfondimenti.

È l'essenza del "liber librum aperit", di cui vi avevo già parlato in occasione del post dedicato a Francesco Matteo Cataluccio.

Anime baltiche di Jan Brokken è un meraviglioso volume dove si viaggia, e anche tanto. Si viaggia mentre lo leggi - quando ti ritrovi a seguire l'autore lungo le strade delle repubbliche Baltiche - e quando l'hai finito perché gli spunti per continuare il viaggio - inutile dirlo! - sono tantissimi. I racconti sono infatti dodici per un itinerario che tocca Lettonia, Lituania ed Estonia, luoghi poco conosciuti dai molti, ma ricchi di storia e storie.

Tra le pagine di Brokken rivivono l'arte di Mark Rothko e i film del regista Ėjzenštejn, le sinfonie di Arvo Pärt e i pensieri di Hannah Arendt. Non mancano poi vite avventurose come quella dello scrittore Romain Gary e un racconti di resistenza dedicato a una libreria capace di superare entrambe le guerre mondiali. È un libro di vite e vita, fatto di passioni, illusioni e quella nostalgia tipica dei popoli che hanno sofferto troppo.
In Anime baltiche c'è la storia, difficile e violenta. Ci sono Riga, Tallinn, e Vilnius, con i loro quartieri ebraici, i castelli e palazzi borghesi dal sapore ottocentesco. E c'è, in ogni parola - la sensibile, curiosa e indomita anima baltica. Quell'anima che, attraverso arte, musica e poesia, ha contribuito alla grandezza di questi protagonisti della storia e ci ha regalato tanta bellezza.

22 maggio 2016

Dai diamanti non nasce niente: storie di giardini, storie di resistenza

Paradiso perduto, simbolo di perfezione, luogo in cui formare sentimenti nobili come la cura e la pazienza, spazio per abituare gli occhi alla bellezza e per curare le ferite dell’animo.

Il giardino, con le sue piante e i suoi fiori, racchiude ed esprime numerosi significati positivi.
Serena Dandini li ha tutti riuniti nel suo libro, “Dai diamanti non nasce niente”, un curioso viaggio attraverso citazioni e riflessioni legate da un unico filo rosso, anzi verde.

Dalla rappresentazione dell’Eden nelle pagine della Bibbia, ai racconti storici che vedono protagonista Alessandro I o Monet, la conduttrice-scrittrice ci porta alla scoperta di giardini, veri e immaginati, più belli del mondo. E arricchisce questa trasferta con aneddoti musicali, letterari, cinematografici, storici e di attualità.

Sono infatti tantissimi i personaggi reali e non che popolano il romanzo: da Virginia Woolf ai Beatles, passando per Alice, gli Impressionisti, Emily Dickinson, Goethe e anche Rossella O’Hara.
Il risultato è prima di tutto un’opera che soddisfa l’interesse di chi legge libri perché ha un animo desideroso di sapere. Pagina dopo pagina, si scoprono le motivazioni che legano questi personaggi a piante e fiori, si svelano storie di vita, si ricordano viaggi, e si scopre come opere pittoriche e musicali siano nate per esprimere l’amore nei confronti della natura. Il libro nasce, cresce, si arrampica e coinvolge il lettore in un concentrato di informazioni e curiosità.

Il volume non si limita però a offrirci un momento di svago e conoscenza. Le sue pagine diventano l’occasione per lanciare anche un importante messaggio invitando a fermarci per riacquistare la vista e ritornare a vedere la bellezza del paesaggio.
Dice la scrittrice: “Se guardiamo un panorama in tv lo ammiriamo estasiati invece nel mondo reale siamo spesso distratti”. Distratti da cosa? Da telefonini, app, navigatori e altra tecnologia, utile ma allo stesso tempo abbandonabile per riposare gli occhi e ritrovare se stessi attraverso il contatto con la terra.

E non solo, il giardino è inteso anche come miglioramento: se si impara ad avere cura delle piante, sarà più facile avere cura e rispettare persone e cose che ci circondano e, ancora più in generale, curare i propri sogni. L’attenzione nei confronti del verde è una scuola di formazione che permette di coltivare il sentimento della cura e trasformarlo in una forma di rieducazione alla pazienza. Oggi se la nostra connessione internet è lenta ci spazientiamo, mentre con il giardinaggio e la coltivazione di fiori, piante e ortaggi, possiamo imparare ad aspettare, a vivere il tempo normalmente e anche a non arrenderci di fronte alle sconfitte… ovvero resistere!

Riacquistare la vista e rendere il nostro tempo migliore non è cosa da poco. Iniziamo da questo libro.

24 marzo 2016

Pianeti di Dava Sobel: un sorprendente viaggio tra le meraviglie del cosmo



C’è tanta magia in questo breve libro, in ognuna delle sue 180 pagine, in ogni periodo e in ogni parola. C’è poesia nella sua scrittura, perché nulla è lasciato al caso, e ogni parola sembra studiata per raggiungere quell'armonia perfetta che solo l’Universo è in grado di esprimere.

"Pianeti" di Dava Sobel è bello, proprio come un cielo stellato.
I nove pianeti, più la nostra stella e il nostro amato satellite, prendono vita, si trasformano, si raccontano. Ci guidano alla scoperta dei processi fisici del nostro cosmo e della nostra origine. Ed è così che possiamo incontrare le Lune di Giove, volteggiare tra gli anelli di Saturno, ascoltare la storia del meteorite marziano che ha scelto la nostra terra come sua ultima dimora e lasciarci avvolgere dalla musica delle sfere. Ma non solo: possiamo anche esplorare le vite dei grandi scienziati e scoprire i contributi di letterati e musicisti nell'esplorazione dei misteri dell’Universo.

L’astronomia e l’astrofisica, l’astrologia e la tecnologia, la cultura, la storia e le missioni spaziali sono i contenuti che arricchiscono il libro, mentre la forma ricorda l’inafferrabile bellezza dei grandi classici.

Venere, l’amore, la bellezza e l’orbita pari alla gestazione umana; Saturno e la musica; la luna, la pazzia e l’invidia del nostro arido satellite nei confronti di un mondo ricco d’acqua: ogni capitolo del libro è dedicato a un corpo celeste collegato a un tema ben preciso sviluppato da una storia che è un piacere leggere.

Non mancano ovviamente specifiche più scientifiche sulla nascita e composizione dei nove pianeti. Per questo, Pianeti di Dava Sobel soddisfa perfettamente la nostra sete di conoscenza e di bellezza.

07 marzo 2016

Democrazia secondo Massimo Fini

I libri di Massimo Fini, pensatore prima che giornalista, filosofo osservatore della realtà più che semplice scrittore, sono difficili da trattare poiché presuppongono un notevole lavoro di diplomazia, vista la natura pungente della sua penna.
Detto in parole semplici, Massimo Fini è una persona che non le manda a dire. Ma proprio per questo è capace di un’analisi coerente e approfondita della realtà che non può non far riflettere, anche chi la pensa diversamente. Ma veniamo ai libri. Sono due i testi che ho letto: “Sudditi” e “Il Vizio Oscuro dell’Occidente”. Si tratta di saggi brevi, veloci da leggere, che esprimono in modo chiaro e lucido due tesi legate alla contemporaneità. Tesi che si trasformano in un’occasione unica per stimolare il pensiero e la riflessione sul mondo che ci circonda.

Nel primo, “Sudditi”, il giornalista critica la democrazia contemporanea, o meglio la sua presunzione di essere tale. La ritiene una finzione, un regime che vive con il consenso dei cittadini, un vero e proprio metodo di oppressione abilmente mascherato.
Democrazia vuol dire governo del popolo, ma quando mai il popolo ha realmente governato, e realmente è stato rappresentato dalle persone che ha scelto?

La democrazia è un sistema che poggia su una libertà di voto che non corrisponde alla reale possibilità di decidere, su una politica che è contenitore vuoto basato su scambi di voti, acquisto di parlamentari e soprattutto persone mediocri che parlano cercando appunto di rimbecillire i loro “sudditi”. Infine, secondo il giornalista, la democrazia intende la libertà come espressione dell’individualismo e non dell’eguaglianza. La libertà diventa in questo senso semplice possibilità di ottenere uno status, avere un oggetto, avere soldi, a qualsiasi costo. E questo crea una disuguaglianza ancora peggiore tra ricchi e poveri.

Con “Il Vizio Oscuro dell’Occidente” facciamo un passo fuori dall'Italia, parlando della forsennata esportazione della democrazia ai paesi considerati “sottosviluppati”, soprattutto da parte degli Stati Uniti.
L’America si auto-identifica come bene assoluto e questo la porta a fare una cosa molto semplice: colonizzare esportando le proprie convinzioni e la propria cultura. Questo pensiero può essere sintetizzato dal passaggio in cui Fini spiega che l’Africa stava meglio prima, perché era autosufficiente. Con l’arrivo degli occidentali, la produzione è aumentata ma il cibo non è andato dove c’era fame, ma a sfamare le ricche tavole degli occidentali.

In realtà, questa è solo una parte delle cose che dicono i libri di Fini, ma l’unico modo per recensirli in modo adeguato sarebbe copiarli. Non vi resta, dunque, che leggerli.

18 gennaio 2016

Siamo donne o prosciutti?

La domanda che ho usato come titolo può sembrare forte, ma non lo è. Se pensiamo alle condizioni sociali e politiche in cui ci ritroviamo, forse nessuna frase o domanda è abbastanza incisiva.
Il corpo delle donne è elemento di discussione molto attuale in questo periodo. Talk show, quotidiani ed esperti si arrampicano con violenza su argomenti che ci riguardano.
Lorella Zanardo è colei che, più di tutti, può dare un’opinione interessante e acuta sul tema. Perché lei il corpo delle donne l’ha trasformato in uno spunto di riflessione per chi non si sente rappresentato dal mondo delle veline, e in un testo di formazione per le nuove generazioni.

Tagliente come il coltello, lontano da falsi moralismi o astratte concezioni femministe, il libro analizza la pura e semplice realtà presentando comportamenti, idee e pensieri che invadono la televisione italiana.
L’operazione della Zanardo è chirurgica: l’autrice analizza, frase dopo frase, sequenza dopo sequenza, le immagini televisive e la filosofia partorita dalla società contemporanea, smontando le sue teorie con semplici domande logiche. E il risultato è tristemente devastante.
Davvero una donna senza seno rifatto non troverà mai l’amore?
Davvero il corpo della donna, come dice Sara Tommasi, è solo un prodotto da posizionare nel mercato?
Davvero è questo l’ideale di donna che gli uomini sognano?
Sono queste le domande che la scrittrice rivolge a tutti, non solo a chi è d’accordo con lei.
Il corpo delle donne è uno di quei libri che dovrebbero inserire nei programmi scolastici, per formare sin da piccole le ragazze, per dar loro una seconda scelta. Mostrare che è possibile essere delle donne a 360° senza dover per forza passare per il patibolo della televisione o dover mostrarsi come prosciutti appesi in salumeria.
Come donna che ha sempre dato più importanza al pensiero che al corpo, come donna che è sempre stata classificata come strana perché leggeva e non voleva entrare nella casa del Grande Fratello. Come donna di questo tipo ringrazio Lorella Zanardo per questo libro.
Una ventata di aria pulita in Italia.
E a voi consiglio anche la visione del documentario, prima della lettura del libro.
E vi chiedo di trasmetterlo alle vostre figlie, sorelle, amiche.
Per far capire loro che non sono sole, che un’altra rappresentazione di loro stesse è possibile.