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08 novembre 2021

Le voci di Svetlana Aleksievic

Sono voci. Alcune gridano, altre sussurrano. Alcune sono rotte da un piano dell'anima, altre ancora vibrano di una rabbia che non trova sfogo e di un disgusto inarrestabile.
Piangono non solo su un passato tormentato, ma anche su un presente che ha deluso ogni aspettativa. Piangono perché, per molti motivi, il presente è peggio del passato.

Questo è il "Tempo di seconda mano" di Svetlana Aleksievic, la descrizione della vita in Russia dopo il crollo del comunismo. Un libro che ti ferisce nel profondo, ti blocca il respiro, chiama le tue lacrime.

Come in "Preghiera per Chernoby'", anche in queste pagine Svetlana racconta un dramma corale raccogliendo storie, documenti, interviste, appunti. Tutte diverse, ma ugualmente toccanti.

Non c'è speranza in questo libro, e nemmeno belle storie a lieto fine. La stessa lettura deve procedere lentamente, a piccole dosi, in modo da non essere risucchiati in questo amaro vortice.

C'è tanto dolore in questo libro. Un dolore che però, se ben capito e interpretato, può essere una lezione utile per analizzare la realtà odierna, per accrescere la nostra capacità di analisi critica e il nostro bagaglio culturale, che è fondamentale per orientarsi nella giungla degli avvenimenti moderni.

E la scrittura? È spietata, asciutta, vera, con un sapiente uso della punteggiatura e delle pause, che arricchisce di emozione ogni singola testimonianza, quasi tutto il libro fosse un malinconico spettacolo teatrale.


17 febbraio 2021

Quando tutto diventò Blu

Quando finisco un libro particolarmente bello, spesso lo associo a un aggettivo. È il mio modo per sintetizzare il volume appena chiuso e definirne l'essenza. È un'illuminazione, un'associazione mentale improvvisa, una pratica che mi aiuta a riordinare le idee e le emozioni suscitate dal racconto.
È capitato anche con "Quando tutto diventò blu", graphic novel del bravissimo Alessandro Baronciani.

19 aprile 2017

Intervista a Laura Scarpa del blog "caffè a colazione"



Straordinaria, precisa, sempre interessante. Questa è Laura Scarpa, fumettista e illustratrice italiana che da anni incanta il pubblico con il suo blog "Caffè a colazione". Le sue creazioni, rappresentazione perfetta della meravigliosa potenza e magia del disegno manuale, offrono sempre uno spunto per sognare o riflettere. Ho avuto il piacere di intervistarla. Ecco cosa mi ha raccontato.

21 marzo 2017

Due volte a settimana di Ernesto Valerio, storie di vite, memorie, oggetti

Foto sbiadite, lettere, cappotti vecchi, barattoli e barattolini, orologi, ricevute e tanti, tantissimi, documenti. Gli oggetti hanno memoria?

Secondo lo scrittore Ernesto Valerio la risposta è sì. Ogni oggetto assume un significato nel momento in cui entra in contatto con una vita e diventa davvero testimone di relazioni, abitudini, situazioni, gioie e dolori.

Questo è il tema di "Due volte a settimana", libro che racconta la storia e le storie di Elio, giovane uomo che ha trasformato la ricerca di oggetti usati in lavoro.
Elio è uno "svuota cantine", un amante del vintage, un assiduo frequentatore di mercatini. Uno di quei personaggi, chiamati in America "Junker", che possiamo trovare in molte trasmissioni tanto di moda in questo momento.
Ma, più di tutto, Elio è un ricercatore e custode di memorie passate. Maneggia oggetti abbandonati e storie, che scopre e riporta alla luce. E torna sempre a casa carico di cose, persone, impressioni.

01 febbraio 2017

La parte migliore del giorno di Philippe Delerm

La parte migliore del giorno di Philippe Delerm è un curioso libricino di 155 pagine che ho ricevuto in dono da un collega tanti anni fa, prima che Mindfulness, Yoga e Pilates diventassero pratiche comuni e gettonatissime.
Ad accompagnare questo gradito regalo un biglietto che mi augurava di scoprire il piacere della lentezza, quando ancora la lentezza non era un concetto fondamentale per sopravvivere a una società sempre più veloce e schizofrenica.

08 dicembre 2016

L'uomo dei dadi

Immaginate di essere indecisi tra pizza e gelato e di affidare la scelta a un dado.
Poi fate decidere al dado cosa fare sabato e domenica, se mentire o dire la verità, dove andare in vacanza. Immaginate d'investire ogni volta un pezzo sempre più importante della vostra vita.
Lasciatevi prendere dal gioco, fate salire la febbre e optate per scelte sempre più trasgressive ed estreme. Qualche esempio? Tradire o no il proprio partner, fare del male a una persona.
Immaginate ora di essere uno psicanalista e di scegliere questa come pratica di vita e di cura dei vostri pazienti.
Questo è, in sintesi, "L'uomo dei dadi" di Luke Rhinehart, recentemente ristampato dalla casa editrice Marcos y Marcos in un grazioso formato tascabile.

09 ottobre 2016

Sulla pelle viva, il Vajont raccontato da Tina Merlin

Correva l'anno 1963, il giorno 9 ottobre e le ore 22.36. Un momento fatale che, come ogni altro momento fatale della storia, scelse di occupare uno spazio preciso. In quell'istante sciagurato, 270 milioni di metri cubi di terra e 50 milioni di metri cubi di acqua ammutolirono un'intera valle. Longarone venne spezzata via, Erto e Casso ferite a morte.

Fu un disastro, ma un disastro difficile da digerire. La natura si era trasformata in nemico perché stuzzicata dall'uomo. Perché il Vajont non solo era prevedibile, ma anche evitabile.

23 settembre 2016

Europa in seppia di Dubravka Ugrešić

Sapete quali sono i tre viaggi per abbienti di tendenza oggi? C'è il Dark Grief Tourism, viaggio attraverso luoghi che hanno ospitato violenza; il Poverty Tourism, ottima scelta per gli appassionati di povertà (altrui, ovviamente!) e il Political Tourism, che offre un'esperienza in zone politicamente calde del mondo.
Se fermento e fantasia contraddistinguono il mondo dei tour operator, poca è la creatività se parliamo di capitale estetico. Oggi siamo tutti belli, curatissimi e perfetti come star. Sono impeccabili anche gli adolescenti, da quando look prodotti in serie dai guru della moda hanno sostituito maglioni sformati e sopracciglia foltissime.
D'altronde è il mercato che ci chiede di sbarazzarci di visi asimmetrici, nasoni, coloriti pallidi e altri errori di produzione che una volta ci rendevano unici.